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Sala Altair – via Re David, 116/a – Bari (tel. 0805561766)

 

Sabato  12 febbraio – ore 18.30

 

INCONTRO CON L’AUTORE

Arianna De Luca

 

Il sepolcro misterioso

 

Presentano

Augusto Ponzio – Roberto Fuiano

 

 

Nella collana Poesia e racconto della Schena ed. (Bari), diretta da Giorgio De Piaggi e Giovanni Dotoli, esce “Il sepolcro misterioso” (n. 28) di Arianna De Luca, raccolta di nove racconti che mescola elementi più realistici ai toni più sfumati del sogno, oltre ad echi fantastici e richiami ad altre storie e altri eroi. Qualche accenno: “Il filosofo e le mozzarelle” evoca la libreria barese Laterza ai tempi del rapporto con Benedetto Croce, mentre Otranto e la Basentana fanno da sfondo ai racconti “La torre di sale” e “Moto del cor profondo”. “Il sepolcro misterioso”, che dà il nome alla raccolta, è ispirato al racconto omonimo dello scrittore americano Robert  E. Howard, rimasto incompiuto. Infine, ne “Le pagine perdute” e “Il fantasma della dama bianca” appaiono un inedito scopritore del Nuovo Mondo e un gruppetto di amici che un tempo erano moschettieri del re…

Arianna De Luca è dottore di ricerca in Teoria del linguaggio e scienze dei segni presso l’Università di Bari. Nella stessa collana (n. 3) ha pubblicato La danza del tempo (2001).

 

Nella serata di sabato 12 febbraio 2005 presso la sala Altair di Bari, per gli incontri con l’autore organizzati da Giacomo Lucarelli e Gaetano De Leonardis dell’associazione Altair, Augusto Ponzio e Roberto Fuiano hanno presentato Il sepolcro misterioso di Arianna De Luca. L’autrice, nata a Bari, dottore di ricerca in Teoria del linguaggio e scienze dei segni presso l’Università di Bari, è alla sua seconda raccolta di racconti edita da Schena nella collana Poesia e racconti diretta da Giorgio Piaggi e Giovanni Dotoli.

Roberto Fuiano, poeta e musicista, artista poliedrico del panorama barese, ha subito passato in rassegna i nove racconti contenuti nella raccolta. Non sono racconti di genere prettamente fantastico, ha esordito. Basti pensare a “Il filosofo e le mozzarelle”, un quadretto in cui vengono alla luce i pensieri di alcuni personaggi, suscitati da incontri casuali. In essi è preponderante l’elemento storico, come in “Le pagine perdute” o “Il fantasma della dama bianca”, ispirato ai tre moschettieri di Dumas. Ma anche il tema musicale è molto presente come in “La strada per le stelle”, ambientato in un fantomatico 205…, dove pagando un ticket è possibile andare indietro nel tempo e ascoltare “live-dead performances”, ovvero la musica degli antenati, in questo caso dei Traveling Wilburys, gruppo in cui suonarono Bob Dylan, George Harrison, Jeff Lynne, Tom Petty e Roy Orbison. Questi racconti non offrono una vera e propria trama ma in essi anche un gesto innocente, come sfogliare un libro antico con la punta del dito bagnata di saliva, può avere incredibili conseguenze. È il caso di “Tra le rovine di un mondo sentimentale”.

Augusto Ponzio, presenza culturale di grande spessore non solo dell’Accademia barese, è professore ordinario di Filosofia del linguaggio, ha poi evidenziato come le storie riaffiorino alla maniera dei ricordi. La scrittura si evolve in modo imprevedibile, “senza preavviso” per utilizzare un’espressione della stessa autrice. Non poteva esserci altro titolo per una raccolta come questa. Il nome “sepolcro” ricorda la vicenda di un altro sepolcro, il sepolcro di Lazzaro e le parole pronunciate al morto da Gesù: “alzati e cammina! E ciò che dicono queste storie al lettore: alzati e cammina, dopo avergli mostrato una misteriosa archeologia sotterranea. Si può dire che qui la scrittura è come un “esperimento”. “Senza preavviso” compaiono elementi che richiamano altri oggetti, altre vicende all’attenzione di chi legge: come nel caso delle “due torri” de “La torre di sale”, richiamate stranamente anche da Leopardi nella riflessione sulla percezione doppia, oppure della via Fulvis che nel II secolo a.C. conduceva a Roma, di cui si parla ne “Il circolo dei poeti”.

L’incontro, infine, che è molto piaciuto all’autrice, è stato vivacizzato dalla voce recitante di Francesco Di Donna, e, tra gli altri, dagli interventi di Mimmo Semisa, Vito Ventrella e Gaetano De Leonardis.

R.E.