La Bibbia e il romanzo, scrittura sacra e scrittura profana, con diretto riferimento a Thomas Mann, in particolare alla tetralogia Giuseppe e i suoi fratelli (1926-’43) e a La legge (1944), racconto incentrato sulla figura di Mosè, oltre ai suoi numerosi scritti di riflessione sul mito e sulla narrazione biblica. Il libro si caratterizza come analisi del testo interessata a questi due linguaggi, a questi due universi o generi del discorso e al loro rapporto, e dunque come analisi di una traduzione o trasposizione interlinguistica e intersemiotica, impegnata al tempo stesso con la molteplicità di segni, di linguaggi e di discorsi da essi raffigurata e concernenti il sogno, il mito, la festa, il sentire religioso, la parola dei personaggi, la quale può variare dal canto profetico al balbettio del discorso amoroso, dalla elaborazione di un piano al dialogo infunzionale del contatto affettivo. Un testo quindi di semiotica del testo, o più precisamente di semiotica della scrittura.
Arianna De Luca è dottore di ricerca in Teoria del linguaggio e scienze dei segni, corso di dottorato di ricerca dell’Università di Bari, ed è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Pratiche linguistiche e analisi di testi della stessa università. Tra le sue pubblicazioni, le raccolte di racconti, Il sepolcro misterioso, 2004 e La danza del tempo, 2001. Ha curato l’edizione italiana del libro di Adam Schaff, Sociolinguistica, 2003.
In copertina: Luciano Ponzio, Forme dello Spazio-Scrittura (Scioglilessici), acquerelli, inchiostri e acrilici su carta, cm 28 x 20, 2003