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Libriema - Via Andrea da Bari, 145 - BARI

 Giovedì 31 maggio 2007 – ore 19:00

 Leggendo “Il giglio e la sabbia”

Romanzo di Arianna De Luca

 Conversazione letteraria con

Dario GIANNOCCARO (Coop. sociale ‘UNSOLOMONDO’) –

Emanuele ANGELI – Susan PETRILLI – Giuseppe PONTICELLI –

Augusto PONZIO

 

Conversazione letteraria: questo l’epiteto della serata dedicata ai lettori de Il giglio e la sabbia, il romanzo di Arianna De Luca pubblicato nel gennaio 2007 da Edizioni dal Sud. L’incontro si è tenuto presso la libreria Libriema, via Andrea da Bari, 145, con la collaborazione della padrona di casa, Elena Manzari.

A Dario Giannoccaro, della Cooperativa sociale “Unsolomondo”, è toccato il compito di introdurre la serata. Per prima cosa ha indicato l’affinità di intenti tra la Cooperativa e il romanzo. Entrambi infatti guardano al Sud del Mondo e alle persone: mentre la Cooperativa – attraverso l’attività delle due Botteghe (Via Dante, 189 e via Pavoncelli, 124) - propone un tipo di commercio che salvaguarda i bisogni dei produttori (artigiani o contadini) e delle loro comunità, mettendosi al contempo in dialogo con i consumatori, il giovane Almotasim, protagonista del romanzo, lascia la Giordania per portare rifugio ad un’Europa spezzata dalla Guerra dei Centanni, per l’epoca una sorta di guerra mondiale. Giannoccaro ha tracciato le linee fondamentali del romanzo, soffermandosi su Lorraine, altra figura del romanzo, e sul rapporto tra la panettiera e i monelli di Parigi. Per la lettura di alcuni brani, infine, ha prestato la sua voce Piero Schepisi, presidente della Cooperativa.

Augusto Ponzio, che insegna Filosofia del linguaggio e linguistica generale nell’Università di Bari, ha poi evidenziato nel proprio percorso di lettura la stretta connessione esistente tra l’epigrafe del romanzo, una poesia di Ray Bradbury, e la descrizione della natura. Immagini di una natura indifferente alla follia e al dolore dell’uomo interrompono più volte il filo del racconto, arricchendone la trama di suggestioni e atmosfere magiche. L’intera scrittura del romanzo è detta nell’epigrafe. Tra il pubblico, Francesco Di Donna ha rivelato un parallelo tra questo tipo di lettura e la scelta in alcuni film di guerra d’autore di inquadrare un particolare lieve e poetico fortemente in contrasto con l’orrore che si sta descrivendo. 

Su questo punto è intervenuto anche l’editore Giuseppe Ponticelli: la scrittura richiede queste descrizioni per poter dire al lettore! Oltre all’epigrafe, secondo Ponticelli, anche la dedica “a chi cerca e dà rifugio…” sintetizza bene lo spirito del romanzo.

Susan Petrilli, docente di Semiotica dell’Università di Bari, ha poi messo in evidenza l’aspetto etico del romanzo. Un’immagine per tutte: il pianto del protagonista di fronte all’orrore della guerra, visto prima in sogno e poi a occhi aperti, all’indomani del suo lungo viaggio. 

In conclusione, l’intervento di Emanuele Angeli, autore delle dieci splendide tavole all’interno del romanzo. I ritratti dei protagonisti, spiega Angeli, funzionano  come “figurine di un album di calcio”, senza essere invadenti rispetto alla scrittura. Alla fine di una serata bella e emozionante, a tutti è andato il sentito ringraziamento da parte dell’autrice! R.E.